La mitologia nella pittura barocca
Miti, allegorie, e come riconoscerli
Perché la mitologia nel Seicento
La mitologia greco-romana, riscoperta nel Rinascimento, nel Seicento è ormai un linguaggio universale della cultura colta. Un dipinto con Apollo e Dafne non è un'illustrazione didattica: è un messaggio cifrato per lettori che hanno studiato Ovidio a scuola. La mitologia serve a:
- Celebrare virtù e potere (dei committenti o dei sovrani): Ercole per la forza, Apollo per l'autorità e l'intelletto, Diana per la castità, Minerva per la saggezza;
- Veicolare contenuti morali (specie l'opposizione fra virtù e vizio, ragione e passione);
- Ornare gli ambienti privati con temi amorosi, galanti, erotici che nella committenza religiosa sarebbero impossibili;
- Giocare con il proprio committente: un aristocratico orgoglioso della caccia si farà celebrare come Diana o Atteone; un sovrano chiamerà Apollo nel proprio ritratto per alludere al "re Sole"; un mecenate si farà raffigurare come Ercole al bivio per vantare la propria scelta della virtù.
Le fonti letterarie principali sono le Metamorfosi di Ovidio (di gran lunga il testo più usato), l'Iliade e Odissea, l'Eneide, ma anche la mitologia "mediata" dai poemi moderni come la Gerusalemme liberata di Tasso o l'Adone di Marino.
Una "bestiaria" dei miti più dipinti nel Barocco
Ecco una mini-guida ai miti più ricorrenti, con gli attributi che permettono di riconoscerli a colpo d'occhio.
Apollo e Dafne (Ovidio, Met. I)
Il dio Apollo, colpito da un dardo di Cupido, si innamora della ninfa Dafne che, per sfuggirgli, viene trasformata in alloro dal padre Peneo. È probabilmente il mito più amato del Seicento.
Attributi: Apollo giovane nudo, spesso con arco o lira; Dafne che alza le braccia mentre foglie e rami le crescono dai capelli e dalle dita. Il momento scelto è quasi sempre quello della metamorfosi in corso.
Significato ricorrente: vittoria della castità sull'amore lascivo; trasformazione come sublimazione del desiderio. Bernini ne fece il suo capolavoro giovanile per il cardinale Scipione Borghese.
Diana e Atteone (Ovidio, Met. III)
Il cacciatore Atteone sorprende Diana nuda al bagno con le ninfe; per punizione viene trasformato in cervo e sbranato dai propri cani.
Attributi: Diana con arco, mezzaluna sulla fronte, nuda tra le ninfe; Atteone con corna di cervo che gli spuntano dalla testa.
Significato: punizione della curiosità sacrilega; metafora dell'onore nobiliare.
Venere, Adone, Cupido
La bellissima Venere, dea dell'amore, e il suo amante Adone, ucciso dal cinghiale in una battuta di caccia. Oppure Venere con Cupido bambino.
Attributi: Venere nuda, spesso sdraiata; Adone giovanissimo con lancia e cane da caccia; Cupido con arco e frecce, bendato o con ali.
Significato: amore, sensualità, fugacità della bellezza giovanile.
Giudizio di Paride
Il principe troiano Paride deve assegnare una mela d'oro alla più bella fra Giunone, Minerva e Venere. Sceglie Venere, innescando la guerra di Troia.
Attributi: giovane pastore con tre dee nude; mela d'oro in mano; una pecora o bestiame sullo sfondo; Giunone con pavone, Minerva con elmo, Venere con Cupido.
Significato: bellezza vs potere vs saggezza; spesso letto come allegoria della scelta etica.
Ercole
L'eroe per eccellenza, spesso rappresentato con le sue dodici fatiche o in momenti di scelta morale.
Attributi: uomo muscoloso, nudo o con la pelle del leone nemeo sulle spalle, clava in mano.
Significato: virtù, forza morale, superamento delle passioni. "Ercole al bivio" è un tema preferito dei committenti che vogliono dichiarare la propria scelta di virtù.
Orfeo ed Euridice
Il poeta Orfeo scende agli Inferi per riportare la moglie Euridice, morta per morso di serpente. Perde lo sguardo finale e la perde per sempre.
Attributi: Orfeo con lira, animali ammansiti attorno; oppure Euridice che si dissolve nell'ombra.
Significato: potere dell'arte e della musica; amore e perdita; riflessione sulla poesia stessa.
Andromeda e Perseo
La principessa Andromeda, incatenata a uno scoglio come sacrificio al mostro marino, è salvata da Perseo.
Attributi: donna nuda incatenata a una roccia; drago marino; cavaliere che scende dall'alto, a volte sul cavallo alato Pegaso; testa di Medusa come trofeo.
Significato: salvezza, eroismo, amore cavalleresco.
Ratto di Proserpina, di Elena, delle Sabine
Il "ratto" (rapimento) è uno dei soggetti più dinamici del Barocco: Plutone rapisce Proserpina agli Inferi; Paride rapisce Elena; i Romani rapiscono le Sabine.
Attributi: figura femminile sollevata e contorta; rapitore muscoloso in moto; spesso cavalli e carri.
Significato iconografico: espressione dell'energia e del movimento; ma attenzione: nel Seicento era rappresentato in chiave edificante o retorica, non come violenza.
Baccanti, Sileno, Baccanali
Scene dionisiache con tralci d'uva, satiri, danze ebbre.
Significato: esaltazione della vita, abbondanza, natura; committenza tipicamente privata e aristocratica, mai religiosa.
Ganimede
Il bellissimo pastore frigio è rapito da Giove sotto forma di aquila per servirgli da coppiere sull'Olimpo.
Attributi: giovane ignudo con aquila; coppa.
Significato: spesso allegorico (ascesa dell'anima), ma anche amore omoerotico velato.
Le allegorie
Accanto ai miti puri, il Seicento ama le allegorie: composizioni in cui figure di fantasia (spesso con attributi precisi) personificano concetti astratti. Alcune tra le più diffuse:
- Le Virtù (Fede, Speranza, Carità, Prudenza, Giustizia, Fortezza, Temperanza), ciascuna con i propri attributi.
- Le Quattro Stagioni, i Quattro Elementi, i Cinque Sensi, i Continenti.
- Vanitas: teschio, clessidra, candela spenta, fiori recisi, bolle di sapone, specchio, strumenti musicali = memento mori, richiamo alla caducità.
- Il Tempo che rivela la Verità: Cronos alato (vecchio con falce) che svela una figura femminile nuda.
- Fama: donna alata con tromba.
- Vittoria: donna alata con corona d'alloro o palma.
- Fortuna: donna nuda su una ruota o su un globo, spesso con benda sugli occhi.
Per decifrare le allegorie, il testo di riferimento per gli artisti seicenteschi era l'Iconologia di Cesare Ripa (1593 e successive edizioni), una sorta di dizionario visivo che spiegava come rappresentare ogni concetto astratto. Artemisia Gentileschi, Guercino, Poussin lo usavano tutti.
Come "leggere" un quadro mitologico: 4 domande
Davanti a un quadro mitologico, prova a farti queste domande in ordine:
- Quale mito è? Identifica il soggetto dagli attributi (corna di cervo, alloro, arco, ecc.).
- Quale momento del mito? Il prima, il durante, il dopo? La scelta del momento dice moltissimo (Bernini sceglie quasi sempre l'istante di massima tensione).
- Per chi è stato dipinto? Un interno privato aristocratico? Una galleria di sovrano? Serve a celebrare qualcosa o qualcuno?
- C'è un secondo senso? La maggior parte dei miti barocchi ha una lettura allegorica sovrapposta: virtù vs vizio, castità vs passione, eroismo politico, ascesa spirituale…
Cosa cercare nella mostra di Forlì
La mostra ha una sezione esplicita chiamata "Il trionfo dell'immagine — Miti, allegorie, storie". Aspettati lì la concentrazione maggiore di soggetti mitologici e allegorici. Ma attenzione: miti e allegorie compaiono anche in altre sezioni (per esempio negli interni aristocratici, nel dialogo con l'antico, nei ritratti "in posa mitologica"). Porta con te mentalmente questa bestiaria: ti permetterà di riconoscere immediatamente i soggetti e di chiederti "perché proprio questo mito, per chi, in che chiave?".